Depressione

"La terapia inizia sostanzialmente e realmente soltanto nel momento in cui il paziente vede che non sono più il padre e la madre a intralciarlo, ma è lui stesso, ossia una parte inconscia della sua personalità, che ha assunto e continua a interpretare il ruolo di padre e madre"

C.G. Jung

Caratteristiche della depressione

Ognuno di noi ha un umore di base, che può modificarsi a seconda delle situazioni di vita che ci troviamo ad affrontare.

La depressione, viene oggi definita come una condizione in cui la persona manifesta un’anomalia dell’umore, o il sentimento di non poter essere aiutato, l’assenza di speranza e pensieri negativi.

Il soggetto presenta un umore depresso che colora interamente la sua vita e può modificare la visione di sé stesso, degli altri e della vita. È caratterizzato da un forte pessimismo e dal sentimento che la sua sofferenza sia immodificabile, da un senso di noia, di distacco e di inadeguatezza.

Si possono notare, a livello fisico, un rallentamento nei movimenti, una mimica facciale ridotta e uno sguardo che esprime una profonda sofferenza.

Al contrario, in alcuni casi il soggetto con depressione può manifestare un’irrequietezza a livello motorio, una continua necessità di muoversi o parlare, come se volesse esprimere il suo dolore.

Quando diventa patologica?

È fondamentale distinguere aspetti “sani” da quelli “clinici”. Va distinta da periodi di tristezza, dolore o lutto che non sono patologici, ma possono essere una risposta fisiologica ad alcuni eventi di vita (ad esempio, reazioni alla separazione, alla perdita, alla frustrazione).

Il Disturbo Depressivo Maggiore non è una semplice forma di tristezza e colpisce sia la mente che il corpo. Alcuni dei sintomi che caratterizzano il disturbo depressivo maggiore e che devono essere presenti per poter diagnosticare tale disturbo sono:

  • umore depresso (ad esempio, la persona può provare un sentimento di vuoto e sentirsi triste);
  • marcata perdita di interessi e di piacere per tutte o quasi tutte le attività;
  • grande cambiamento di peso – in eccesso o in difetto – non connesso all’inizio di una dieta, oppure diminuzione o aumento dell’appetito;
  • difficoltà connesse al sonno (ad esempio, difficoltà a dormire o, al contrario, un sonno particolarmente lungo);
  • agitazione o rallentamento dal punto di vista dell’attività motoria;
  • sentirsi facilmente affaticati o privi di energie;
  • provare eccessivi o inappropriati sentimenti di svalutazione verso sè stessi o di colpa;
  • difficoltà di concentrazione e di pensiero;
  • ricorrenti pensieri connessi alla morte, al suicidio
  • tentativi di suicidio o l’aver ideato un piano specifico per attuarlo.

Disturbo Depressivo Maggiore

Per fare diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore è necessario che siano presenti almeno 5 dei sintomi sopra menzionati, tra i quali devono rientrare necessariamente l’umore depresso o la perdita di piacere e di interesse. L’interferenza con il funzionamento abituale della persona a livello lavorativo, scolastico e relazionale può orientarci verso il riconoscimento di un vero e proprio Disturbo Depressivo Maggiore, differente da una transitoria tristezza.

La depressione maggiore è un disturbo particolarmente diffuso nella popolazione generale e se non è trattata in modo adeguato può divenire particolarmente invalidante. Oltre all’impatto negativo sui diversi ambiti della vita dell’individuo, il Disturbo Depressivo Maggiore è considerato un fattore di rischio per il tentativo di suicidio e per il suicidio.

Sembra che il rischio di sviluppare un disturbo depressivo sia più elevato nei familiari di individui che presentano lo stesso disturbo rispetto alla popolazione generale e che lo sviluppo del disturbo possa essere influenzato anche da particolari eventi che rappresentano dei cambiamenti nello stile di vita e l’assenza di un supporto sociale. L’interazione tra fattori genetici e fattori ambientali (ad esempio, stress cronico, esperienze traumatiche, stili genitoriali disfunzionali) può, infatti, determinare una maggiore vulnerabilità all’insorgenza della depressione.

Quando si manifesta

Il disturbo depressivo può insorgere a qualunque età, a partire dall’infanzia. L’età media di esordio è intorno ai 25 anni, ma sono stati evidenziati due picchi: in età adolescenziale, tra i 15 e i 19 anni, e nella prima età adulta, tra i 25 e i 29 anni.

Nei bambini e negli adolescenti la depressione è caratterizzata da aspetti connessi maggiormente all’irritabilità che all’umore depresso

Altre forme di disturbo depressivo

Il Disturbo Depressivo Maggiore va distinto da altre forme di disturbo depressivo come:

  • Disturbo Depressivo Persistente (Distimia): nel Disturbo Depressivo Persistente, infatti, i sintomi sono simili a quelli del Disturbo Depressivo Maggiore, anche se tendenzialmente non includono i pensieri di morte e sono meno intensi, ma sono presenti per un periodo prolungato di tempo, ovvero almeno 2 anni (durante i quali i sintomi sono rimasti attenuati ma presenti in modo costante). Sembra che il disturbo sia connesso a diversi fattori e che sia presente una predisposizione genetica, ma è fondamentale considerare gli eventi di vita di cui la persona fa e/o ha fatto esperienza;
  • Depressione post partum
  • Disturbo disforico premestruale
depressione

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studio di Francesco Grappone, psicoterapia individuale a Roma Prati

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