Associata generalmente ad un periodo dell’anno caratterizzato da svago, vacanze, riposo, divertimento, maggior tempo libero e momenti da vivere all’aria aperta, l’estate, per molte persone, non corrisponde ad un periodo di benessere e relax ma, al contrario, è causa di malessere sia fisico che mentale.
Sebbene le ore di luce più numerose abbiano una positiva influenza sulla produzione di serotonina, non sono poche le persone che, in questo periodo, lamentano stati di tristezza, malinconia e depressione. L’aumento dei casi è pari al 12% rispetto al periodo invernale, con un pesante impatto a livello emotivo. È quello che viene chiamato “mal d’estate”, o “Summertime blues” e si può manifestare con una marcata difficoltà a gestire le ore di tempo libero, in contrasto con l’organizzazione presente durante l’anno lavorativo. Il periodo estivo, così come quello natalizio, vede un aumento consistente delle richieste di aiuto psicologico e, sebbene possa sembrare paradossale che il disagio aumenti in un periodo in cui ci sia maggiore opportunità di riposo e di tempo libero, esistono diverse motivazioni che possono portare disagio e sofferenza:
- Avere più tempo a disposizione significa non solo godere del meritato riposo e rallentare i ritmi della vita quotidiana, ma anche entrare maggiormente in contatto con le proprie emozioni e con la propria stanchezza, sia fisica che mentale. Durante l’anno ci affanniamo a stare dietro a tutti gli impegni e gli obblighi che la quotidianità ci impone. Questo ci permette anche, però, di non “ascoltarci” adeguatamente. La routine, se da un lato può essere opprimente e molto stancante, dall’altro ci protegge dalla possibilità di entrare in contatto con stati d’animo sgradevoli o difficili da gestire. Finché corriamo affannandoci per stare dietro a tutti i nostri problemi, siamo autorizzati a non pensare, a non fare i conti con emozioni che riusciamo a tenere nascoste, represse, ma che vengono invece fuori quando ci fermiamo. L’estate favorisce questo processo;
- Per le persone che manifestano difficoltà in ambito relazionale, l’estate risulta essere un momento complicato. La possibilità di relazione o di incontro con altre persone aumentano e per chi soffre di problematiche legate all’ansia, alla fobia sociale o alla timidezza, questo può essere fonte di stress e di disagio che va ad aggiungersi a quello già esistente. Durante l’anno, inoltre, la socialità può essere più controllabile ed è inoltre più conosciuta. Le persone che incontriamo sul luogo di lavoro, a scuola o durante le ore che dedichiamo ad attività sportive o ricreative, sono conosciute e maggiormente gestibili. In estate aumenta maggiormente la possibilità di incontri casuali e di ritrovarsi in contesti sconosciuti;
- Chi soffre di depressione e altri disturbi psichici, in estate è maggiormente esposto. La quotidianità che viviamo durante l’anno ci aiuta enormemente a strutturare il nostro tempo che invece, in estate, si dilata perdendo l’organizzazione che ha durante l’anno e che ci aiuta a “contenere” anche la nostra mente. Può capitare che si crei un “vuoto relazionale” dovuto alla partenza di parenti, amici, colleghi o a una frequenza più ridotta, per chi sta facendo un percorso riabilitativo o terapeutico, degli incontri con il professionista. L’isolamento conseguente può alimentare angosce, depressioni, pensieri ossessivi e vissuti paranoici;
- La presenza di una persona malata o anziana all’interno del contesto familiare può essere causa di notevole stress. Cercare di capire come gestire, durante il periodo estivo, una persona con problemi di salute o con esigenza particolari, cercando di preservare la possibilità di non rinunciare ad un periodo di riposo, può causare ansie, sensi di colpa, bisogno o desiderio di essere presenti. Frequenti sono le liti, in ambito familiare, per dividersi il tempo da passare con la persona bisognosa;
- Il desiderio di vacanze e svago, unita alla voglia di fare cose fuori dall’ordinaria quotidianità, mettono molte persone, a volte, di fronte ai limiti della propria condizione economica, non in grado di soddisfare le aspettative. Si può essere costretti a rinunciare a viaggi o vacanze, vedendo magari molti amici o colleghi partire per destinazioni che anche noi vorremmo visitare, o dovendo fare i conti con l’impossibilità di concedersi un po’ di riposo. Questo provoca un aumento di sentimenti come rabbia e frustrazione che possono provocare un considerevole abbassamento del tono umorale;
- L’arrivo dell’estate va a sollecitare, molto spesso, eventuali criticità all’interno della coppia. Decidere la destinazione per le vacanze e gestire organizzazione e prenotazione delle ferie, causa spesso discussioni e malumori. È necessario riuscire a mediare tra i desideri del nucleo familiare, inclusi quelli di appartenenza e questo può minare il vincolo di alleanza tra i due partner, costretti a considerare le esigenze di altri familiari o, talvolta, anche di amici. Le vacanze inoltre, oltre a favorire la possibilità di rilassarsi, offrono anche più tempo da trascorrere insieme. Questo, se nella coppia sono presenti non detti, rancori o questioni irrisolte che la routine del quotidiano tiene silenti, può causare discussioni e costituire un rischio. Per le coppie separate, inoltre, l’arrivo dell’estate può provocare discussioni in merito alla gestione dei figli durante le ferie.

Disturbo Affettivo Stagionale
Tutte queste ragioni possono portare la persona a manifestare una serie di sintomi che rientrano in quello che viene definito Disturbo Affettivo Stagionale, un disturbo dell’umore che segue la ciclicità delle stagioni e che si manifesta principalmente nel periodo estivo o invernale, generalmente di breve durata e che ha caratteristiche molto simili alla depressione. Colpisce i soggetti emotivamente più fragili e che hanno difficoltà ad affrontare i cambiamenti climatici. Sebbene sia giusto precisare che gli studi siano ancora in corso e che non ci siano tuttora certezza cliniche, cause climatiche come il caldo, l’umidità e la maggior quantità di ore di luce, sembrano avere, di fatto, un ruolo significativo. Un maggior numero di ore di luce influisce, a volte in modo consistente, sulla produzione di melatonina che, essendo un ormone prodotto nel cervello, dalla ghiandola pineale, tende a diminuire nel periodo estivo causando, a volte, un’alterazione del ciclo sonno/veglia. Compromettendo il ciclo del sonno, il caldo può provocare un aumento di cortisolo rendendo le persone più sensibili allo stress. Le conseguenze sono da individuare in un notevole affaticamento mentale che provoca una marcata diminuzione di concentrazione e tolleranza alla frustrazione. I sintomi più comuni sono ansia, insonnia, inappetenza e irritabilità.
Il caldo e l’umidità causano delle variazioni nel nostro metabolismo tendendo a rallentarlo, con una conseguente sensazione di stanchezza. Aumentando inoltre la percezione del caldo, si genera una variazione dei meccanismi che regolano la temperatura corporea. Chi non ha una buona sopportazione del caldo diventerà più irascibile e aumenteranno irrequietezza, senso di impotenza e, in alcuni casi, veri e propri momenti di depressione. È stato osservato un aumento dei comportamenti aggressivi causati dai seguenti motivi:
- Il caldo può aumentare la frequenza cardiaca, la produzione di testosterone, la sudorazione e la tensione muscolare, legate al sistema nervoso simpatico dal quale dipende la capacità che abbiamo di reagire ad uno stimolo. Queste sono anche reazioni potenzialmente legate alla rabbia;
- Il cervello può interpretare questi sintomi come una minaccia, anche in assenza di un pericolo reale;
- Quando fa molto caldo il cervello tende a lavorare peggio e potrebbe verificarsi un abbassamento del processo inibitorio provocando un aumento dell’impulsività;
- Le temperature alte possono essere causa di frustrazione che provoca comportamenti aggressivi in particolar modo se correlati ad altri fattori potenzialmente stressanti come rumori, conflitti sociali, folla.
Va detto che il disagio provato porta frequentemente le persone che accusano queste difficoltà a cercare l’isolamento e a ritirarsi. L’isolamento però peggiora la sintomatologia depressiva e quindi è molto importante mantenere attive le relazioni con i propri cari e con gli amici.
Alcuni consigli
Come già accennato, oltre alle cause di natura climatica, i disagi hanno cause soprattutto psicologiche. L’estate porta con sé un senso di “sospensione” dalla routine in attesa che, con l’autunno, tutto ricominci. Questo porta un conseguente vissuto di vuoto, angoscia della separazione e solitudine dati dalla destrutturazione e dall’insicurezza portati dalla perdita dei consueti punti di riferimento. Per far fronte a questi possibili disagi è importante tener presenti alcuni suggerimenti che possono essere d’aiuto:
- È essenziale rimanere sempre in contatto con la propria sensazione soggettiva di fatica in modo da poter adeguare lo sforzo fisico alla propria condizione. È fondamentale non stressare il fisico oltre le proprie possibilità;
- Pianificare la giornata cercando di considerare quella che è la situazione reale allineandola alle capacità e possibilità del momento, senza esporsi ad altri agenti stressanti;
- È consigliabile rimandare situazioni conflittuali in questo periodo, cercando di non esporsi a possibili escalation di rabbia, sia da parte vostra che altrui;
- Quando il livello di stanchezza diventa eccessivo è importante fermarsi e respirare lentamente con il diaframma per abbassare il livello di adrenalina.
